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 enciclopedia delle essenze

 

Bergamotto (Citrus bergamia)

bergamottoE' un agrume la cui origine è controversa ma la cui coltivazione e utilizzo parte dalla Calabria e trova qui la sua patria anche odierna.

La pianta è costituita da un albero di qualche metro ed una chioma altrattanto grande. I fiori sono bianchi e molto profumati ed i frutti sono tra l'arancia ed il pompelmo come grandezza e tra quest'ultimo e il limone come colorazione.

E' molto utilizzato come essenza per le profumazioni grazie alla nota di freschezza che conferisce loro; già nel '700 pare fosse introdotto nell'acqua di Colonia.

L'olio essenziale, che veniva estratto già da prima dell'800, proviene da frutti, fiori, foglie e giovani rametti.

In aromaterapia gli sono riconosciute varie proprietà, come antidepressivo per combattere stress e depressione, calmante agendo positivamente negli stati d'ansia e nei periodi di insonnia, antisettico svolgendo azione antibatterica, antivirale e disinfettante, nonchè antiinfiammatorio.

 

Eucalipto (Eucalyptus)

EucalyptusCon l'arrivo dell'autunno lo stress, le temperature più rigide e le prime affezioni respiratorie rendono più debole l'organismo. L'utilizzo di particolari oli essenziali può contribuire e sostenere il tono corporeo, sostenere la psiche e aumentare il benessere generale.

L'Eucalyptus annoverato tra le essenze adatte a questa parte dell'anno.

Le varie tipologie di eucalipti sono piante arboree sempreverdi, alcune delle quali presenti anche in Italia, che nelle zone tipiche, in Oceania, possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, fino a 90 metri di altezza.

Tra i vari utilizzi di tutte le sue parti si distingue quello dell’olio essenziale che è largamente conosciuto in campo farmaceutico.

Le qualità dell’eucalipto sono molteplici essendogli attribuite proprietà benefiche non solo per l’apparato respiratorio ma anche sulla psiche e sul sistema immunitario in genere.

La capacità decongestionante e fluidificante è largamente conosciuta e sfruttata come coadiuvante nelle affezioni delle vie respiratorie, quali mal di gola, tosse, e sindromi da raffreddamento. Gli è inoltre riconosciuta attività antinevralgica e antinfiammatoria.

E’ utilizzato sia in suffumigi che, unitamente a sostanze oleose, per frizioni e massaggi rilassanti e rinfrescanti. 

 

Lavanda (Lavandula)
lavandaLa lavanda, la cui specie maggiormente coltivata ed utilizzata in Italia è rappresentata dalla Lavandula officinalis, è una pianta erbacea aromatica, che produce fiori dal tipico colore compreso tra l'azzurro ed il lilla. La lavanda è ricca di proprietà benefiche e può essere utilizzata per la cura della persona e della bellezza. 

La storia della Lavanda si perde nella notte dei tempi.
Conosciuta e utilizzata dall’uomo da oltre 2500 anni, veniva anticamente impiegata per la preparazione di talismani portafortuna e incantesimi d’amore, per il suo profumo intenso e inebriante. La lavanda è conosciuta fin dalle epoche passate. 

Pare che il suo nome derivi dal suo utilizzo per detergere il corpo, che la vedeva in particolare impiegata per profumare l'acqua in cui gli antichi romani si immergevano per il bagno.

I documenti dell'epoca testimoniano come la lavanda venisse impiegata per la realizzazione di un medicinale adatto a combattere nausea, singhiozzo e dolori intestinali. 

Questa pianta che colora di lilla le colline del Mediterraneo, sta attraversando un periodo di rinascita e riscoperta nell'ambito delle nuove terapie naturali per curare disturbi molto comuni, come mal di testa, insonnia, ipertensione, malattie respiratorie, dolori reumatici ecc. I fiori di Lavanda, contrariamente a tante altre specie, conservano a lungo il loro profumo, anche se secchi. È antica consuetudine riempire con i fiori secchi dei piccoli sacchettini di tela e poi riporli nei cassetti, per profumare la biancheria e tenere lontane le tarme.  La Lavanda viene sorprendentemente utilizzata anche in cucina, per la preparazione di piatti squisiti: risotti, formaggi, biscotti, confetture, cioccolato e persino il gelato possono essere aromatizzati con i fiori di Lavanda. 

 

Legno di cedro (Cedrus)

legno di cedroIl nome cedro (Cedrus) si riferisce propriamente al genere Cedrus, una conifera appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

 

Maestoso albero dalla caratteristica forma a piramide, sempreverde, che può raggiungere e superare i 30-35 metri di altezza, cresce nelle zone dei monti dell'Atlante nel nord Africa, dove forma vaste foreste. Ha chioma eretta e conica, che tende a espandere con l'età. Il tronco è diritto, cilindrico. La corteccia, di colore grigio/bruno, si presenta fessurata e screpolata. Le foglie sono aghiformi, sempreverdi.

 

L’essenza di legno di cedro rientra nel gruppo delle note di base e si estrae proprio dal legno, mediante distillazione in corrente di vapore. Al termine del processo di estrazione si ottiene un liquido di apprezzabile densità, con una colorazione che vira dal giallo all’arancione, o all’ambra, e stuzzica il nostro olfatto con una profumazione intensa, dolce ma al tempo stesso balsamica grazie alla presenza di un gradevole leggero tono canforato. Il suo profumo si abbina in modo perfetto con quello del bergamotto, del gelsomino e del neroli, con quello del cipresso e dell’incenso, e in generale con note di base dai toni orientali o floreali.

 

Sin dall’antichità, è sempre stato un albero molto ricercato per il suo pregiatissimo legname, ricco di olio essenziale, utilizzato ampiamente per costruire le abitazioni, perché l'aroma che si sprigionava fungeva da repellente per gli insetti. In Egitto era utilizzato, insieme ad altri olii essenziali, durante il rito per l’imbalsamazione per bloccare i processi di putrefazione e per preservare i papiri dalla distruzione parassiti.

 

Limone (Citrus limonum)

limoneProveniente dall'Asia il limone fa la sua conparsa in Europa come coltivazione prima in Sicilia, dopo il X secolo, poi a Genova. Probabilmente un ibrido, è ormai secoli che costituisce un specie autonoma che si riproduce per innesto e talea appartenente alla categoria degli agrumi. L'albero è di medie dimensioni e, a parte la funzione ornamentale, produce i conosciutissimi frutti largamente utilizzati nell'alimentazione e ricchissimi di vitamina C. I fiori sono bianchi e violetti come i germogli mentre i frutti sono gialli e succosi caratterizzati da acidità particolarmente pronunciata. Gli utilizzi sono molteplici e includono l'estrazione di essenze. L'olio essenziale, che contiene limonene e pineni, è ottenuto in un rapporto di 3000 limoni per ricavarne 1 kg. Oltre che dall'industria alimentare è molto diffuso e apprezzato nel settore dei profumi ove dona freschezza alle fragranze in cui trova posto.

Gli usi farmaceutici risalgono alla notte dei tempi, apprezzato come antiemorragico, astringente, disinfettante, così come erano note le sue qualità, dovute alla presenza massicia di  vitamina C, nella prevenzione dello scorbuto.

Nell'aromaterapia gli si attribiscono diverse proprietà, tra le quali quella digestiva, rinfrescante, antisettica, battericita, tonica per la circolazione e capace di abbassare la pressione; poi lenitiva per le infiammazioni, artrite e reumatismi, utile per raffreddore e influenza. Utilizzata anche, sempre in questo ambito, per l'eliminazione di calli e verruche e per le dermatiti. Dal punto di vista psicologico si suggerisce per migliorare la lucidità mentale, favorire la concentrazione e stimolare l'attenzione. 

 

Mentha piperita (Mentha piperita L.)

mentha piperitaLa Menta è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiatae (Lamiaceae).

E' una pianta facilmente riconoscibile per il suo caratteristico profumo: non appena vengono leggermente strofinate le foglie verde scuro seghettate liberano tra le dita il loro aroma pungente. Chiunque semini nel proprio giardino una piccola quantità di questa erba perenne ne troverà ben presto un intero tappeto; la Menta piperita si diffonde velocemente per mezzo di stoloni sia superficiali che sotterranei. Gli steli crescono sino ad un’altezza che va dai 30 agli 80 cm e sono adornati, da luglio a settembre, con dense spighe di fiori rosa.

 

La Menta Piperita ha, in rapporto agli altri tipi di mentam un più alto contenuto di mentolo ed è ancora oggi una delle piante più usate in naturopatia. Le sue proprietà principali sono: dissetanti, rinfrescanti, antispasmodiche, digestive, antifermentative e lievemente analgesiche. E' utilizzata in moltissimi campi industriali, ricca di qualità benefiche è famosa per essere un ottimo digestivo e per questo motivo utilizzata per la produzione di molti liquori, primi fra tutti gli amari. In campo cosmetico essa è un prezioso componente di moltissime creme anti-gonfiore, anti-pesantezza , doposole, grazie alla meravigliosa sensazione di freschezza che fanno avvertire alla nostra pelle.

 

Il nome MENTHA, secondo la mitologia Greca, deriva da Minte la ninfa di cui si invaghì Ade, trasformata da Persefone, moglie del Dio degli inferi, per gelosia in una pianta profumata: la Menta piperita. I Cinesi, anticamente, ne vantavano le proprietà calmanti e le sue virtù antispasmodiche. Ippocrate considerava la menta un afrodisiaco, mentre Plinio ne vantava l'azione analgesica. I Greci e i Romani la usavano molto per profumare la persona, le acque per il bagno e per prepararsi infusi. Una volta era usata come cicatrizzante, posta a macerare nell'olio di oliva per un mese al sole. Gli erbari di una volta le attribuivano un notevole impiego; per le influenze, i raffreddori, per il mal di pancia, meteorismo e per disturbi gastrici e biliari.

La menta può essere utilizzata in cucina sia fresca che essiccata per insaporire le pietanze. Dona alle insalate, alle verdure o ai legumi un gusto e una freschezza in più.

 

Patchouli (Pogostemon cablin)

patchouliNome comune della pianta (Pogostemon patchouly), della famiglia Lamiacee e originaria dell’Indocina, e dell’essenza che se ne ricava, usata in profumeria, in cosmetica e nell’industria dei saponi.

Negli anni Sessanta l’aroma del Patchouli andava molto di moda e per tal motivo, resta una essenza legata in particolar modo agli hippy, ma non solo certamente. Del resto, ha alle spalle una lunga storia e le sue proprietà sono conosciute fin dal passato. E’ una pianta erbacea cespugliosa che raggiunge il metro di altezza ed è uno dei pochi oli il cui aroma migliora con il passare del tempo. Quello appena preparato ricorda come profumo quello tipico del sottobosco, non appena matura, invece, ha una dolcezza terrosa.


Se optate per un profumo a base di patchouli, i vostri vestiti resteranno impregnati per diverse settimane e sin dall’Ottocento, si preferiva questa essenza per arricchire gli scialli di origine indiana o anche la biancheria. Sembra che riesca, poi, a tenere lontani gli insetti. Gli hippy lo bruciavano come incenso e lo ritenevano afrodisiaco. In più, era in grado di mascherare la presenza della marjiuana.

 

Il patchouli per secoli, è stato utilizzato nella medicina tradizionale di Malesia, Cina e Giappone. Le sue proprietà sono antifungine, antinfiammatorie, antibatteriche e astringenti. Oggi non è considerato fondamentale nella cura di molti disturbi, si può comunque trovare nelle creme per le mani screpolate, per curare il piede d’atleta e i capelli in generale, soprattutto in caso di cute grassa e forfora. Resta comunque molto importante nella sfera emotiva. Si perché è indicato in caso di depressione lieve o esaurimento nervoso.

 

 

Niaouli (Melaleuca viridiflora)

NiaouliIl Niaouli (Melaleuca viridiflora), impropriamente chiamato Albero del tè, è un albero di medie dimensioni appartenente alla famiglia delle Mirtaceae. Il Niaouli è originario del continente Australiano, ma è molto diffuso in Papua Nuova Guinea e Nuova Caledonia. Negli Stati Uniti, precisamente nelle Everglades (Florida), il Niaouli è considerato una pianta infestante.

 

Il Niaouli viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà aromatiche, diaforetiche, carminative, antisettiche e vulnerarie, mentre per uso esterno vanta proprietà espettoranti ed antiflogistiche.

 

Antisettico e anticatarro il Niaouli o meglio la Melaleuca viridiflora viene importata dalla Nuova Caledonia perché il suo olio essenziale ha delle importanti proprietà balsamiche e decongestionanti. Di colore giallognolo, il suo olio essenziale, si trova in vendita in erboristeria o nelle reti di commercio dei prodotti di origine naturale. Analgesico e espettorante aiuta a curare le infezioni del cavo orale. L’olio essenziale di Niaouli si trova miscelato al mentolo e alla canfora nei prodotti farmaceutici contro i reumatismi, contro la tosse, nei colluttori e nel dentifricio.

 

Il Niaouli appartiene alla famiglia delle Mirtaceae, in certi casi la composizione è descritta come Gomenolo, ma le proprietà e l’essenza non cambiano, si tratta della stessa pianta, il cui primo effetto è quello balsamico ed espettorante. L’origine della pianta è australiana, per molti versi il suo effetto è paragonabile a quello del Tea Tree, appartiene alla stessa famiglia, per produrne l’olio essenziale se ne usano le foglie, trattate per distillazione in corrente di vapore. L’olio essenziale per essere attivo deve essere conservato in bottiglie dal colore scuro, che evitano alla luce solare di alterarne le proprietà, nel caso in cui non sia conservato sigillato perde le proprietà balsamiche e mantiene le proprietà aromaterapeutiche. Usato nel diffusore aiuta a recuperare calma e serenità nei momenti di stress, specialmente quando il nervosismo agisce sulla psiche causando crisi di tensione e di mal di testa, massaggiare le tempio con l’olio balsamico aiuta a superare il momento del dolore e a recuperare la serenità perduta.

 

La tradizione indiana vuole che la pianta serva per sbloccare il V chakra quindi per aprire la mente e lo spirito verso il superamento delle barriere della paura e le costrizioni della vita quotidiana, la pianta ha il suo effetto anche coltivata in casa, trasmettendo armonia sia per il suo aspetto rasserenante che per il suo profumo armonizzante. Non esistono particolari controindicazioni all’uso di questo olio essenziale, che va però somministrato solo sulle persone adulte e mai nel periodo della gravidanza, infine non è adatto alle persone che soffrono di disturbi epatobiliari e di malattie all’apparato gastro-digerente.