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 tecniche di estrazione

 

La natura costituisce un ricchissimo patrimonio da cui attingere le materie prime con cui si realizzano i profumi. E la loro varietà ne assicura un assortimento straordinario. Basta pensare ai fiori, piante aromatiche, foglie, baccelli, semi, radici, frutta (di cui si utilizza la scorza che contiene l'olio essenziale). Niente va sprecato. Ma come si passa dallo stato vegetale all'essenza?

 

 

L’Enfleurage

enfleurageL’Enfleurage è uno dei più antichi metodi di estrazione, nato all’epoca degli Egizi, utilizzato per ricavare le fragranze dai petali dei fiori. I fiori sono la parte più delicata della pianta e non tollerano trattamenti ad elevate temperature come, per esempio, la distillazione in corrente di vapore che andrebbe a denaturare il prodotto.

L’enfleurage è una tecnica estrattiva, che permette di trattare a freddo i fiori delicati come le rose, i gelsomini, le tuberose, le violette, i fiori di arancio e molti altri. Questa tecnica si basa sull’estrazione tramite un solvente in grado di assorbire gli oli essenziali. L’enfleurage sfrutta il principio, ormai del tutto confermato, risalente all’epoca degl’alchimisti medievali, de il simile scioglie il simile: essendo gli oli essenziali delle sostanze lipofile, il solvente che viene utilizzato per l’enfleurage è un grasso solido. Nei tempi passati si utilizzavano grassi di origine animale come quello di maiale o di bue; oggi vengono impiegati grassi vegetali come il benzoino o per una procedura più “casalinga” può essere utilizzato anche il burro di Karitè.

Il grasso viene spalmato su due telai formati da una lastra di vetro inserita in una cornice di legno. I petali dei fiori, raccolti a mano, meglio se la mattina stessa, vengono poi disposti in uno strato sottile al di sopra del grasso. I telai vengono poi sovrapposti l’uno sopra l’altro e lasciati riposare per alcuni giorni. Successivamente i petali vengono rimossi scrupolosamente e sostituiti con altri nuovi appena raccolti.

Questa operazione viene ripetuta più volte (circa 30) fino alla completa saturazione del solvente. Terminato l’enfleurage il grasso viene raschiato dai telai e quello che si ottiene è la cosiddetta pommade ossia una pomata profumata ricca di essenza floreale. Tale prodotto sarà tanto pregiato quante più volte è stato ripetuto il trattamento, in modo da rendere completamente esausto il grasso impiegato. La pommade può essere utilizzata tale e quale come essenza solida oppure può essere “lavata” con determinati solventi (come l’alcol etilico) ottenendo un olio profumato dal quale, dopo opportuna filtratura, si ottiene l’Assoluta, ossia l’essenza floreale pura.

L’Enfleurage è la prima tecnica utilizzata per ottenere i profumi; Ad oggi, è stata quasi del tutto abbandonata per gli elevati costi e per i tempi molto lunghi di lavorazione. Per di più le essenze ottenute attraverso l’efleurage sono molto più care rispetto a quelle ottenute per distillazione, poiché la resa dei fiori è minima. Solo per fare un esempio, sono necessari 8.000 fiori di gelsomino per fare un grammo di essenza.

 

Infusione

Tra le tecniche più antiche, troviamo l’infusione che prende anche il nome di macerazione. Questa tecnica, comunemente impiegata in gran parte delle marche di profumi in commercio, viene ancora utilizzata per ottenere le essenze di rosa, violetta, fiori d’arancio e acacia.

Questa tecnica è davvero molto particolare ed il suo nome completo è: ‘infusione nel grasso a caldo perchè i fiori vengono inseriti in un sacco di tela successivamente immesso nel grasso di bue o di maiale. Il grasso viene scaldato fino a toccare i 50 o 70 gradi. La temperatura è differente in base al tipo di fiore. I fiori rimangono in infusione per un tempo variabile che arriva fino a 48 ore.

Passato il tempo, il grasso viene spremuto per mezzo di speciali presse e vengono messi altri fiori. Dopo circa 10 o 15 nuove aggiunte di fiori, il grasso è sufficientemente profumato e viene denominato olio profumato. L’intensità del profumo dipende molto dal tempo di infusione: più i fiori rimangono immersi nel grasso più il profumo è intenso. A volte quest’olio così ottenuto viene subito immesso nel mercato così come si trova, altre volte, invece, viene raffinato ulteriormente e si estrae un’essenza profumatissima ad alto tasso alcolico. Rimane difficile etichettare i procedimenti di estrazione dei profumi come scontati, prima della loro commercializzazione devono infatti essere testati in modo da poterne assicurare la tollerabilità sull’epidermide.

Con quello che rimane dei materiali di lavorazione, si produrranno infine i saponi, specialmente quelli molto profumati. Ultimamente, al posto del grasso animale o dell’olio di oliva, viene impiegata la paraffina solida. Rispetto alla paraffina liquida o agli altri tipi di grasso, è più versatile perchè non si scioglie nemmeno ad alte temperature ambientali e quindi si presta bene ad essere spedita senza pericolo di scioglimento.

 

Spremitura (Espressione)

L'estrazione per spremitura è solitamente riservata alle scorze degli agrumi che contengono gli oli essenziali in cellule superficiali ed in grande quantità come i frutti del genere Citrus (limone, mandarino, arancia amara, arancia dolce, bergamotto). Le essenze di questi frutti sono facilmente perossidabili tanto da non sopportare una estrazione a caldo. In questo caso si può procedere come segue: l'epicarpo (scorza) del frutto fresco viene posto in sacchetti di crine, indi sottoposto a forte pressione in particolari torchi a mano oppure idraulici. L'azione meccanica conseguente alla pressione, provoca la rottura degli otricoli o cellule oleifere e la fuoriuscita dell'olio essenziale che viene quindi raccolto.

 

Distillazione a vapore acqueo

distillazione vaporeLa distillazione è una tecnica antichissima, probabilmente di origine mesopotamica, che è stata sviluppata dagli Egizi e perfezionata nel Medioevo dagli Arabi. Sfrutta il principio secondo il quale la maggior parte delle molecole odorose racchiuse in un fiore, una resina, un grappolo possono essere trasportate dal vapore. In una caldaia (alambicco) vengono mescolate le sostanze da distillare con una quantità d’acqua pari a cinque volte il loro peso.

Si porta a ebollizione e l’acqua si trasforma in vapore che passa attraverso le sostanze odorose e si carica di olii essenziali. Questo “vapore odoroso” convogliato tramite un collo di cigno a un refrigeratore (una lunga serpentina immersa in un contenitore di acqua fredda) si condensa, cola in un vaso di decantazione. Per differenza di densità l’olio essenziale viene separato dall’acqua (che resta profumata e può venire utilizzata) e raccolto.

 

Distillazione molecolare

I comuni processi di trasformazione in genere producono assoluti o olii essenziali, il cui odore traduce parte delle trasformazioni subite e non ricalca sempre fedelmente quello della pianta nel suo habitat naturale. Grazie all’uso del sottovuoto con un circuito di vapore ridotto e a basse temperature, la distillazione molecolare consente di trattare prodotti a elevato punto di ebollizione senza danneggiarne l’odore.

Durante questo processo i materiali colorati non vengono distillati, raggiungendo la necessaria separazione e permettendo di creare prodotti incolori e quindi più versatili per gli usi attuali della profumeria e di rispondere alla richiesta del pubblico di prodotti sempre più autentici.

 

Frazionamento

Ancora una tecnica recentemente scoperta e utilizzata è il frazionamento che permette di separare le fragranze che compongono la materia prima, per eliminarne alcune più sgradevoli e dare vita, dall’assemblamento delle restanti, a note olfattive e profumi più moderni, puliti e puri.

E’ questo il caso ad esempio dell’eliminazione di quegli odori che derivano da parti terrose o radici che sono generalmente meno gradevoli. Operazioni come la deterpenazione (eliminazione dei terpeni) e la rettificazione (separazione delle resine) rendono le essenze più stabili e meglio conservabili.

 

Estrazione con solventi volatili

L'estrazione con solventi volatili è il perfezionamento della tecnica dell'enfleurage. Il procedimento fu presentato per la prima volta nell’Esposizione Internazionale di Vienna nel 1873 e da allora viene applicato sia a materie prime essiccate che a materie prime fresche.

Nell'estrattore, la materia naturale viene lavata con un solvente volatile (ad esempio l’esano, toluene, butano, etanolo) che evapora con facilità. Si riesce in questo modo ad isolare il principio olfattivo, le cere e i pigmenti.

Attraverso il successivo processo di decantazione, si raccoglie da una parte il concentrato profumato e colorato, più o meno solido (concreta), e dall’altra il solvente che potrà essere riutilizzato. Dalle 'concrete' tramite estrazione con alcool, una volta purificato dei residui cerosi, si ottiene un prodotto più puro, l’assoluto.

 

Estrazione tramite CO2

Questo tipo di procedimento estrattivo è molto simile a quello dell’estrazione con solventi volatili e in questo caso viene impiegata l’anidride carbonica in forma liquida al posto dei solventi. Si tratta di un procedimento a caldo in cui l’anidride carbonica viene passata alla forma liquida sotto pressione (fase che viene definita come stato supercritico dell’anidride carbonica) ad una temperatura che può variare fino ai 40°C. Impiegata a basse temperature l’anidride carbonica sostituisce l’esano o altri solventi. Il metodo di estrazione del profumo tramite CO2 è un procedimento delicato e l’utilizzo dell’anidride carbonica al posto dei solventi consente di estrarre tutte le sostanze odorose poco volatili, come quelle emanate dalle spezie per poterle utilizzare in cosmesi, come per i prodotti naturali per capelli, e dall’altra parte le materie prime secche.

Grazie a questo metodo si riesce ad ottenere un ricavato di una purezza assoluta priva di qualsiasi alterazione termica dell’odore e di tracce di solventi. L’estratto che si ottiene può essere simile ad un resinoide oppure ad un olio essenziale che, mediante il lavaggio con alcool, si trasforma in assoluto. Il metodo di estrazione del profumo tramite CO2 può essere una valida alternativa ai procedimenti tradizionalmente usati perchè ha il notevole vantaggio di servirsi di un agente solvente completamente innocuo che può essere del tutto separato dall’olio dopo l’estrazione.

Inoltre l’estrazione viene attuata a basse temperature e questo fa in modo che non vengano persi i composti volatili e che vengano preservate le qualità olfattive del prodotto in maniera tale che prodotti come le creme corpo e le creme per il viso mantengano fedelmente la profumazione.

Questo metodo di estrazione è stato notevolmente migliorato dalla tecnologia, dando origine a numerosi derivati. Una delle tecniche più utilizzate è l’estrazione a freddo direttamente dalle piante. Questo procedimento prevede l’utilizzo di uno speciale solvente inerte allo scopo di estrarre i principi odorosi direttamente dai luoghi in cui vengono coltivate le piante, per fare in modo che questi non vengano minimamente alterati da fattori ambientali o da interventi esterni e che si possa conservare in tal modo l’odore puro e assoluto delle piante.

 

In base alla tecnica di estrazione adottata, dalle materie prime naturali si ottengono due tipi di estratti.

 

L'ESSENZA

Sottoponendo le materie prime (fresche e secche) ai procedimenti di distillazione a vapore e di spremitura, si ottiene l’essenza. Si tratta di una sostanza dalla consistenza liquida e dal colore semi-trasparente, più leggera e volatile dell’assoluta.

 

L'ASSOLUTA

Sottoponendo le materie prime (fresche e secche) ai procedimenti di estrazione con solventi volatili o con CO2, si ottiene l’assoluta. Quest’ultima si distingue dall’essenza per la consistenza, più densa e vischiosa e per la colorazione, particolarmente opaca. Il suo aroma, inoltre, è più carnale, terreno, avvolgente e caldo.